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Tuesday, March 30, 2010

SUJETO MOVIL, VIDEO E FOTOGRAFIE

MONTAGGIO DE FRENTE Y DE PERFIL - GALERIA ARTE ACTUAL - FLACSO - QUITO
MONTAGGIO DE FRENTE Y DE PERFIL - GALERIA ARTE ACTUAL - FLACSO - QUITO

Sujeto Movil

in collaborazione con Pablo Hernàndez
Consulta Cittadina del Comune di Roma

La costruzione di nozioni quali Stato nazione, paese, frontiera, sicurezza dei cittadini etc dipende interamente e si sostiene sulla capacità delle istituzioni di generare una immagine facilmente fruibile da parte della società, che giustifichi le azioni e le politiche attuate a salvaguardia di tali discorsi nazionalisti e pseudo federalisti.

Nella Fortezza Europa i migranti si sono trasformati in depositari della responsabilità di tutti i conflitti sociali, le insicurezze, la disoccupazione e la perdita di identità che stanno caratterizzando queste società, una volte prospere ed ora in crisi. La produzione di campagne informatiche rappresentanti l’altro “straniero” con caratteristiche negative che possano suscitare paura, rifiuto, o perplessità nella cittadinanza è un modo efficace per ottenere il sostegno di una popolazione acritica che consuma messaggi senza discriminarne i contenuti ed i propositi.

Razzismo e Xenofobia sono legittimati da questo tipo di produzione simbolica e sono pochi gli esempi di resistenza mediatica possibile, a fronte di un predominio del messaggio ufficiale.

Partendo da tali premesse il momento sembra propizio per utilizzare il ritratto antropologico come strumento ironico che incarni questa rappresentazione dell’altro, per richiamare l’attenzione sul razzismo e la discriminazione verso i migranti e mettere alla prova un uso possibile, a livello politico e culturale, della tipizzazione del soggetto-minaccia.

Il ricorso al ritratto antropologico può servire a rappresentare criticamente le due chiavi di lettura dell’attuale tendenza anti-immigrazione, ovvero il tentativo di rappresentare il migrante come soggetto deviante, criminale (similarmente all’uso delle foto segnaletiche utilizzate dalle forze dell’ordine) e come soggetto “estraneo” “diverso” dal punto di vista genetico, etnico, razziale come espresso nell’uso originario della foto antropologica negli studi sulla diversità umana. SIGUE